Arte
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Data Inserimento: 20-02-2013
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La graziosa cittadina nebroidea tende a diventare oggetto di richiamo per l'importanza delle sue bellezze naturali e storiche. Il quartiere Arabo ne è l'emblematica testimonianza storica. 
E per le numerose opere d'arte, tra cui la maestosa Chiesa di Santa Maria della prima metà del'400. 
Nella costruzione, dove di recente è stata scoperta una favolosa Cripta, il portale esterno riporta la data di costruzione che risale al 1581. 
Un'altra opera di indiscusso pregio artistico è la Chiesa del Carmine con l'annesso Convento omonimo. 
Secondo alcuni storici fu fondato nell'anno 1566. 
Secondo Padre Mariano VentimigIia dell'Ordine dei Carmelitani in "Il sacro Carmelo Italiano" il convento fu fondato nel 1572. 
Ebbe vita fino al 1866, quando furono confiscati i beni dei religiosi e furono soppressi numerosi conventi e benefici ecclesiastici. 
Famosa, inoltre, era la biblioteca del Monastero e quando i monaci furono costretti ad abbandonare il Convento, sul davanzale di esso si videro cataste di libri, e alcuni furono raccolti e portati via da diversi professionisti dell'epoca, mentre la maggior parte andò distrutta e si dice che i ragazzi del paese per diverse sere si divertissero ad incendiare libri e manoscritti. Il monastero è stato restaurato di recente, i lavori completati nel luglio 2003, sono stati eseguiti dalla ditta Ediltecnica Restauri dell'ing. Vincenzina Messinae progettati e diretti dall'arch. Rosanna Galletta.
Nella chiesa attigua si possono ammirare diversi affreschi di splendida fattura, fra cui un grandioso Dipinto al centro del tetto. L'autore di detto lavoro fu un tal Spanò, che era stato alunno della  Scuola del Convento e che poi era divenuto Maestro della stessa Scuola. 
Il dipinto, come ancora può notarsi, in un angolo della ricchissima cornice in stucco che lo circonda, porta la data del 1722. Eccelsa la costruzione in legno in stile barocco del grandioso Altare, sia per la sua fine costruzione, sia soprattutto per la ricchezza delle molteplici sculture che raffigurano, fra l'altro il Creatore. 
Tra i tesori più belli di San Piero Patti c'è pure l'artistica fontana di S.Vito che adorna il centro abitato. Venne costruita nel 1686, per benevolenza del barone Giuseppe Caccamo
Le meravigliose sculture in marmo locale onorano l'arte e nel contempo il relativo ideatore e finanziatore. 
Considerato che i Cacciamo durante la loro  signoria aumentarono l'importanza e lo sviluppo economico dello "Stato di Saperi" di cui erano divenuti signori in seguito a vendita parte degli Orioles, con i quali, però, rimasero imparentati. Risale al 1875, invece, la splendida Fontana del Tocco, in marmo bianco di Carrara, che si trova ai piedi della Chiesa di Santa Maria. 
Le origini della Chiesa Madre pare debbano ricercarsi nella seconda metà del '300, e tale data non è improbabile, in quanto si sa di certo che essa già esisteva da tempo nella prima metà del '400, epoca in cui, soprattutto per opera del Beato Matteo di Agrigento venivano costruiti il Convento e la Chiesa dei Minori Osservanti. 
La struttura, nei primi anni del Settecento presentava molte lesioni e minacciava addirittura di crollare, cosicché,  nel   1721veniva completamente demolita e ricostruita a nuovo, molto più grande e più bella di prima. Danneggiata dal terribile terremoto di Messina del  1783, veniva riparata e riaperta. Alla fine del secolo scorso una lenta e invisibile frana minacciava di crollare per sempre. 
Ma il Canonico Giovanni Paleologo, che fu poi arciprete, con l'aiuto della cittadinanza tutta riuscì a ricostruirla e a rimetterla in funzione. 
Fra le opere più belle opere contenute nella chiesa c'è un artistico Sarcofago in marmo, sostenuto da due leoni e sormontato da una statua di Gesù redentore in mezzo a due angeli. 
Il sarcofago, costruito in parte in marmo locale e in parte in marmo da Carrara, è una scul­tura di incomparabile bellezza: contiene le spoglie del nobile Domenico Natoli, già sposo di Caterina Scaglione, che fece costruire l'opera. 
Nella chiesa si trova pure una statua in marmo di Maria Santissima dell'Idria, opera della Scuola del Gagini.
Ma anche una splendida statua in marmo di Santa Caterina da Siena, altra opera veramente bella e grandiosa, sia per la sua espressione e sia per le pieghe del suo vestiario. La chiesa ospita pure una statua in marmo della Santissima Annunziata, anche essa opera sublime e meravigliosa, sia per l'espressione umile della Madonna e sia per la bellezza dell'Angelo che le manifesta i voleri eterni. Tre celebri portali si impongono alla vista del visitatore. Quasi identici, costruiti in pietra da taglio: uno dinanzi alla cappella di Maria Santissima della Catena, l'altro dinanzi alla cappella della Santissima Annunziata, e l'altro ancora dinanzi alla cappella di San Francesco di Assisi. 
Ognuno di questi portali presenta due colonne monolitiche artisticamente istoriate con bassorilievi in stile barocco, e con capitelli in stile corinzio. Da ammirare l'altare della Madonna del Rosario e l'altare di San Pancrazio meravigliosamente costruito in marmo locale, intarsiato da marmi policromi. Il coro estivo, collocato dietro l'altare maggiore, scultura veramente bella e meravigliosa in legno di noce e sormontata da pregiate statuette tra uno stallo e l'altro. Graziosa, inoltre la Chiesetta di San Leonardo, dalle caratteristiche uniche e particolari. Ma sono da visitare anche la Chiesa dell'Annunziata, ristrutturata da pochi anni e la Chiesa della Madonna delle Grazie.

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