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Chiesa Madonna del Carmine
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Data Inserimento: 03-03-2013
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La Chiesa della Madonna del Carmine di San Piero sorse nel 1566. Dopo la Chiesa di Santa Maria, essa è una delle più belle Chiese della Provincia; tempio di media grandezza, con un magnifico e ben proporzionato campanile che, visto anche da lontano, dà il senso della bellezza e della serenità interiore.
Un antico Portale accresce esternamente la eleganza della Chiesa, nonostante esso, attraverso i secoli, sia stato quasi rovinato dai tempi.
Coloro che entrano in questo sacro edificio, non possono non rimanere affascinati di fronte a quegli affreschi di mirabile fattura e, specialmente, di fronte all'Altare della Madonna e della Sua Statua in Marmo, nonché di fronte a tutti quanti gli altri capolavori. 

Fra gli affreschi colpisce l'animo del visitatore un grandioso Dipinto in stile Barocco, sito al centro della volta del soffitto, che raffigura la Madonna del Carmine circondata da una miriade di Angeli e da una schiera di anime purganti, nel momento in cui molte di esse stanno per liberasi dalle loro pene e stanno per essere avviate verso il Regno Divino.
Tra queste anime vi si vedono quelle che in questa vita furono lavoratori di ogni genere, fra l'altro poi, vi si vedono monache con i rispettivi veli, sacerdoti in cappa magna, donne del popolo, giovani vecchi che anelano tutti di vedere Iddio, gli Angeli, i Beati e i Santi del Cielo.
Nel suo complesso, questo affresco si presenta con colori vivaci diversamente sfumati.
Il tutto poi è racchiuso in una straordinaria cornice in istucco, di  motivi floreali variamente intrecciati.
L'Autore fu un tal Spanò da San Piero Patti, che giovinetto era stato l'alunno della Scuola di Pittura del Convento, e che poi era divenuto uno dei Maestri.
Il dipinto porta il la data del 1772 e, ben a ragione può considerarsi fra i migliori dipinti del genere che si vedono nelle Chiese dell'isola.
I visitatori non possono non ammirare gli altri tre affreschi che si trovano in alto, uno al centro e due lateralmente della Grande Cappella dell'Altare della Madonna. 

 

 

 

 

L'Altare Maggiore, grandiosa costruzione in legno, è veramente eccezionale; è composto di varie colonne finemente lavorate e sormontate da capitelli corinzi; in mezzo ai quali si scorge l Eterno Padre, nell'atto della creazione del mondo, nonché due statue di Sante Carmelitane che ammirano commosse la Madre di Dio. Tale opera fu portata a compimento da insigni Maestri di Scultura, che allora insegnavano anch'essi nell'ambito del grande Convento.
In mezzo all'Altare, si vede una meravigliosa nicchia, nel cui fondo azzurro, tempestato da numerosissime stelle, troneggia una Statua di bianchissimo marmo raffigurante la Madonna del Carmelo.
Questa Statua, proveniente dalla Scuola del Gagini, fu scolpita nel 1629 a Palermo. Per la lavorazione fu impiegato un  blocco di marmo speciale e, si direbbe quasi eccezionale, per la natura dei marmi che ordinariamente si adoperano per tali lavorazioni.
Coloro che si fermano ancora in Chiesa non possono non contemplare un meraviglioso dipinto su tela di un San Francesco di Paola, che incanta ed attrae gli ammiratori, mentre egli sta accanto all'immenso azzurro del mare per oltrepassare lo stretto di Messina.
Vi è poi un Crocifisso Secentesco, e poi ancora un altro dipinto in tela rappresentante il Carmelitano Sant'Alberto con la raffigurazione di numerosi miracoli intorno alla Immagine, miracoli che egli compi durante il periodo della sua vita terrena.
Sulla parete destra della Chiesa vi si vede una statua Secentesca di Sant'Elia, e poi un altro altare, su cui in alto trovasi una artistica ed antica Immagine della Madonna ell'Idria, posta in una straordinaria cornice secentesca d'inestimabile valore.
Mentre sulla parte più bassa dell'altare si vede la scultura di un piccolo « Ecce Homo » in legno, che non può non far versare una lacrima per l'espressione del viso che esprime i suoi tormenti, per le ferite, la corona di spine, ed il sangue che sgorga dal suo corpo.
Infine, vi si vede una elegantissima statua della Madonna del Carmelo costruita con materiali dell'industria moderna, che si usa nelle processioni.
Vicino alla porta di entrata si vede la cantoria, su cui ancora si scorgono diversi stalli costruiti in legno di noce, ed un Organo settecentesco con alcune sculture dorate e intagliate in stile barocco:
La Chiesa, fu restaurata una prima volta nel 1916 a cura del Canonico Cav. Don Giuseppe Forzano a spese dei Fedeli.
In seguito è stata restaurata per ben tre volte a cura di Mons. Decano Luigi Lo Sardo: le prime due volte, a spese dei Fedeli, l'ultima, a spese dello Stato. Durante l'ultima restaurazione oltre alla revisione completa del tetto, il rifacimento del pavimento e di diverse altre cose, fu ricostruita ex novo in cemento armato la cantoria e fu rimesso anche a nuovo l'interno del campanile, in cui fu costruita una scala con relativa ringhiera in ferro per poter salire sulla cella campanaria. In quest'ultima si trovano due bellissime campane, di cui una più piccola e l'altra più grande.
Sulla piccola si legge: «Pater Angelus Caffarellus Prior 1630 ».
Sulla grande si legge:
« Hoc opus fieri fecit Pater FEI Sumptibus propriis, tempore suo ».
Padre FEI fece fare quest'opera a proprie spese, mentre egli ancora viveva.
Concludendo non possiamo non dire che tutte quante le cose che si vedono in questa Chiesa presentano una proporzione straordinaria, un'armonia ed una bellezza indicibile, per cui, entrando in essa, si ha senz'altro l'impressione di entrare in un angolo di Paradiso.

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